Ossimoro e IUAD Milano: dove i progetti prendono forma

Ossimoro e IUAD Milano: dove i progetti prendono forma


Oltre il disegno: Ossimoro incontra IUAD Milano

Un incontro tra identità, progettazione e artigianato, dove l’esperienza di un brand diventa il punto di partenza per nuove visioni creative.

Ogni progetto creativo nasce da una serie di domande. Come si riconosce un’identità? In che modo un’intuizione diventa un oggetto? E cosa accade quando un’idea incontra la materia, con le sue possibilità e i suoi limiti?

Sono domande che attraversano quotidianamente il nostro lavoro e che, da quattro anni, portiamo nelle aule di IUAD Milano, incontrando gli studenti delle classi terze per raccontare il mondo di Ossimoro.

L'Accademia IUAD di Milano (Istituto Universitario di Arte e Design) è una delle sedi principali di questa rinomata istituzione di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM), legalmente riconosciuta dal MUR. Inaugurata a Milano nel 2017, la scuola si focalizza sui settori della moda, del design e della comunicazione, combinando una forte impronta artigianale con le più moderne innovazioni del mercato.

Il contributo che portiamo noi, si sviluppa nell’arco di tre ore e attraversa le diverse dimensioni del nostro lavoro: la nascita del brand, la costruzione della sua identità visiva, le scelte che ne definiscono il linguaggio e il processo artigianale attraverso cui prendono forma i nostri accessori.

Non si tratta soltanto di raccontare ciò che facciamo, ma di condividere il percorso che ci ha portate a farlo in un determinato modo.

Un brand, infatti, non coincide semplicemente con un nome o con un insieme di elementi visivi. È un sistema di scelte che, nel tempo, costruisce una voce riconoscibile. Si manifesta nelle forme, nei materiali, nelle immagini e nel modo in cui ogni elemento dialoga con gli altri.

Per un progetto indipendente come Ossimoro, questa ricerca è parte integrante del lavoro creativo. L’identità non rimane confinata alla comunicazione: accompagna il prodotto, ne orienta lo sviluppo e contribuisce a definire il rapporto tra l’idea iniziale e il risultato finale.

È questo il primo aspetto che ci interessa condividere con gli studenti: il modo in cui una visione prende consistenza, attraverso un processo che tiene insieme intuizione, progettazione e competenze tecniche.


Un dialogo, non una lezione a senso unico.

Ogni anno torniamo a IUAD Milano portando con noi l’esperienza maturata attraverso Ossimoro. Ma l’incontro non si esaurisce in ciò che scegliamo di raccontare.

Gli studenti arrivano con riferimenti personali, sensibilità diverse e modi ancora in evoluzione di interpretare il mondo degli accessori. Il loro sguardo non è necessariamente quello a cui siamo abituate, ed è proprio questa distanza a rendere il confronto interessante.

Condividere il nostro percorso non significa proporre un modello da replicare. Significa mettere a disposizione un’esperienza concreta, mostrando alcune delle domande che accompagnano la costruzione di un brand e lasciando spazio a prospettive differenti.

Nella progettazione, del resto, non esiste un unico modo di arrivare a una soluzione. Esistono linguaggi da sviluppare, riferimenti da approfondire e possibilità che emergono soltanto quando un’idea viene osservata da un’altra prospettiva.

È anche per questo che riteniamo importante aprire il nostro processo creativo al dialogo. Raccontare ciò che abbiamo imparato e, allo stesso tempo, incontrare chi sta costruendo il proprio percorso permette di mantenere viva quella curiosità da cui ogni progetto ha origine.


Quando il progetto esce dall’aula.

L’idea del contest nasce dal desiderio di prolungare l’esperienza oltre il momento dell’incontro, offrendo ad alcuni studenti la possibilità di vedere un proprio progetto realizzato come prototipo.

Il passaggio è significativo. Un disegno che fino a quel momento apparteneva soltanto al suo autore entra in una nuova fase: viene esaminato, sviluppato e messo alla prova attraverso il lavoro artigianale.

Il progetto diventa così un terreno di collaborazione. Da una parte c’è lo sguardo di chi ha immaginato l’accessorio, con i riferimenti e le intenzioni che lo hanno generato; dall’altra, l’esperienza necessaria a individuare materiali, proporzioni e soluzioni compatibili con la sua realizzazione.

L’obiettivo non è uniformare le idee a un linguaggio già esistente, ma comprenderne le peculiarità e accompagnarle verso una possibile espressione concreta.

L'anno 2025 ha visto vincitori Salvatore Sperandeo, Giada Bocedi, Martina Pavan ed Manuela Esposito.

INTERVISTA A SALVATORE SPERANDEO.

- IG: salvosperandeo

Chi sei e dove hai studiato?

Ciao a tutti, sono Salvatore Sperandeo, Fashion Designer e Ricamatore d’Alta Moda. Di origini siciliane e con una solida formazione specialistica conseguita presso l'Accademia IUAD di Milano, ho sviluppato il mio percorso artistico e professionale unendo visione contemporanea e alta manifattura.

Descrivi il tuo progetto con 5 aggettivi.

Il mio progetto si intitola ‘Toccante’, un accessorio ispirato alla sessualizzazione e alla statuarità del corpo maschile. Se dovessi descrivere il mio lavoro con cinque parole, direi carnale, etereo, elegante, perverso e usurato.

Come hai utilizzato il progetto realizzato con Ossimoro?

Realizzato insieme alle artigiane di Ossimoro, questo accessorio è stato da me impiegato per il mio show alla Fashion Graduate Italia 2025, dove ha esaltato alla perfezione il concept e lo stile dell’intera collezione.


Cosa ti ha lasciato questa esperienza e cosa hai imparato?

Questa esperienza mi ha insegnato che anche un semplice dettaglio ha il potere di arricchire e trasformare un look. Inoltre, è stata una tappa fondamentale che mi ha aiutato a iniziare a interfacciarmi concretamente con le realtà aziendali del settore.

Come ti sei sentito nel vincere il progetto?

Sono stato davvero felice di vincere questo Industry Project con Ossimoro: trovo che questo brand abbia una passione e una firma stilistica che si trovano in pochissime altre realtà. 

Quale sarebbe un aggettivo che, secondo te, descrive Ossimoro?

Se dovessi descrivere Ossimoro con un solo aggettivo, sceglierei sicuramente delicatezza.


 

PROGETTO GIADA BOCEDI.

- IG: giadabocedi.fashion

 

INTERVISTA A MARTINA PAVAN.

-IG: mod.artina

Chi sei e dove hai studiato?

Sono Martina Pavan e vengo della provincia di Varese. Mi sono diplomata al Setificio Paolo Carcano di Como come perito tessile per poi approfondire le mie conoscenze in ambito moda con una laurea triennale alla IUAD, Accademia della Moda di Milano.

Descrivi il tuo progetto con 5 aggettivi.

Il mio progetto è “Occhi Dolci” e nasce dalla volontà di rappresentare uno sguardo affettuoso attraverso un’immagine semplice ma allo stesso tempo ricca di significato: l'occhio. Ho cercato di trasformare un gesto/emozione in una forma, immaginandola poi come un gioiello. Il mio progetto con 5 aggettivi: affettuoso, delicato, espressivo, giocoso, scultoreo.

Come hai utilizzato il progetto realizzato con Ossimoro?

La parte più speciale del progetto è stata vedere il mio disegno trasformarsi da idea a gioiello vero. Gli orecchini realizzati sono stati presentati durante la seduta di tesi come dimostrazione concreta del progetto sviluppato. Successivamente, sono stati indossati durante lo shooting fotografico “Dysmorph-ai” realizzato in collaborazione con giovani figure emergenti del settore.

 

Come ti sei sentita nel vincere il progetto?

Mi sono sentita molto orgogliosa. È stata una soddisfazione particolare perché il progetto era nato da un momento di libera espressione durante il mio percorso universitario e non mi aspettavo necessariamente che quell'idea potesse arrivare ad essere capita ed apprezzata. Essere scelta mi ha dato una conferma importante e, soprattutto, mi ha permesso di vedere la mia idea prendere una forma che da sola non avrei potuto darle.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza e cosa hai imparato?

Sicuramente mi ha lasciato la consapevolezza di quanto sia importante dare spazio alla propria creatività e avere il coraggio di seguire un'idea libera. Vedere poi quella stessa idea trasformarsi in un oggetto reale mi ha fatto capire quanto sia affascinante il percorso che porta da un'intuizione, a un disegno e infine a un prodotto concreto. È un aspetto che sento ancora molto vicino anche al lavoro che faccio oggi come textile designer: partire da un'idea, da un'immagine o da una ricerca e trasformarla in qualcosa di tangibile.

Quale sarebbe un aggettivo che, secondo te, descrive Ossimoro?

Autentico. Perché il progetto nasce da un’idea personale che ha trovato concretezza attraverso persone che hanno creduto nel suo valore.


PROGETTO MANUELA ESPOSITO.

- IG: maanuelaesposito

È un’evoluzione che mostra come un’occasione di confronto possa inserirsi in un percorso più ampio. Il prototipo non rappresenta necessariamente un punto d’arrivo; può diventare uno strumento di ricerca, un passaggio attraverso cui approfondire un’intuizione e sviluppare ulteriormente il proprio linguaggio progettuale.

Per noi, vedere questi lavori proseguire oltre l’esperienza iniziale significa riconoscere il valore di uno scambio che non si esaurisce nelle ore trascorse in aula. Le idee continuano il loro percorso, assumono nuove direzioni e si misurano con contesti differenti.


Il prossimo capitolo: edizione 2026

Anche quest’anno la collaborazione con IUAD Milano ha dato origine a nuovi progetti.

A breve sveleremo i vincitori di questa edizione e racconteremo più da vicino i loro lavori, seguendone lo sviluppo e le scelte che li accompagneranno verso la realizzazione.

Cominceremo da Melany Altamnura e da Virág, il suo progetto legato alla cultura ungherese.

Sarà un’occasione per entrare nel percorso di un’idea specifica, seguirne le prime intuizioni e scoprire come il progetto verrà interpretato attraverso il nostro lavoro artigianale. Non soltanto il risultato, quindi, ma anche i passaggi che lo precedono: le decisioni progettuali, la ricerca dei materiali e il dialogo tra l’intenzione di chi disegna e le possibilità offerte dalla materia.

È lì che desideriamo portare chi ci segue: dentro il processo, nel punto in cui un progetto è ancora in evoluzione e ogni scelta contribuisce a definirne l’identità.

Virág, è il prossimo progetto che vi racconteremo e la sua storia la scoprirete il 19 di ottobre sui nostri social. 

Stay creative!!

Ossimoro.

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