VIRÁG: un fiore, le proprie radici e una nuova storia da raccontare
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Dai ricordi d'infanzia di Melany Altamura alla reinterpretazione contemporanea della tradizione floreale ungherese. La storia di VIRÁG, il progetto vincitore della collaborazione tra IUAD e Ossimoro, che ha trasformato un patrimonio familiare in un gioiello da indossare.
Ci sono fiori che conosciamo da sempre.
Ci sono forme che entrano nella nostra vita molto prima che impariamo a riconoscerne il significato.
Le ritroviamo negli oggetti di casa, nei tessuti, nei dettagli che accompagnano la quotidianità. Cresciamo insieme a loro e, quasi senza accorgercene, diventano parte del nostro immaginario.
Per Melany Altamura, metà italiana e metà ungherese, i motivi floreali della tradizione di KalocsaI appartengono proprio a questa dimensione.
Sono i fiori dei centrini e dei costumi tradizionali presenti nella sua casa, quelli che si intrecciano ai ricordi d'infanzia e alle esperienze vissute con la nonna.
Non semplicemente un riferimento estetico, quindi, ma un linguaggio familiare. Qualcosa che Melany conosce da sempre e che ha scelto di osservare, questa volta, con gli occhi di una designer.
È da qui che nasce VIRÁG, il progetto con cui ha vinto la selezione realizzata in collaborazione tra IUAD e Ossimoro.

Un gioiello che parte da un ricordo personale e lo trasforma in una nuova possibilità espressiva.
VIRÁG: dalla memoria familiare al design contemporaneo.
La tradizione decorativa di Kalocsai, in Ungheria, è conosciuta per i suoi motivi floreali, caratterizzati da colori vivaci, linee morbide e composizioni ornamentali ricche di dettagli.

Sono decorazioni che trovano spazio anche nei tessuti e nei costumi tradizionali, custodendo una parte importante dell'identità culturale del territorio.
Per Melany, però, questi motivi hanno anche un significato più intimo.
Sono parte degli oggetti che ha visto fin da bambina, della sua storia familiare e del rapporto con la nonna.
Ed è proprio questa familiarità a rendere interessante la sua scelta progettuale.
Melany non ha cercato un elemento decorativo da riprodurre fedelmente. Ha scelto di partire da una forma che conosceva e di chiedersi come avrebbe potuto esistere al di fuori del suo contesto originario.
Il disegno, inizialmente bidimensionale, viene così reinterpretato in un orecchino tridimensionale.

Le linee del fiore vengono semplificate, i petali acquistano volume e la composizione si trasforma in una struttura contemporanea, pensata per essere indossata.
La forza grafica del motivo originale rimane riconoscibile, ma trova un nuovo equilibrio attraverso il lavoro sulle proporzioni e sulle superfici.
Un dettaglio particolarmente significativo riguarda le miniature esterne, ripassate a mano proprio come in un disegno.
Un gesto che conserva qualcosa della natura illustrata del progetto e che crea un legame diretto tra il motivo ornamentale da cui tutto ha avuto origine e la sua nuova interpretazione artigianale.
VIRÁG non è quindi una semplice riproduzione della tradizione.
È il tentativo di darle una forma diversa, senza perderne la memoria.
Dal disegno al banco di lavoro.
Tra immaginare un oggetto e realizzarlo esiste un passaggio che, nel nostro lavoro, conosciamo molto bene.
Un disegno può suggerire volumi, proporzioni e dettagli, ma è soltanto quando incontra la materia che inizia a confrontarsi con le possibilità concrete della lavorazione.
Quanto può essere sottile un petalo? Come si costruisce una forma stratificata? Quali dettagli devono rimanere per conservare l'identità del progetto?
Sono domande che fanno parte della quotidianità di un laboratorio artigianale.
Ed erano proprio queste le esperienze che desideravamo condividere con Melany.
La collaborazione con IUAD, infatti, non si è conclusa con la selezione del progetto vincitore.
Abbiamo scelto di aprire le porte del nostro laboratorio e accompagnarla in due giornate dedicate a momenti differenti del nostro lavoro.
La prima giornata è stata dedicata alla modellazione e alla realizzazione del primo prototipo di VIRÁG.

Melany ha potuto mettersi alla prova direttamente, lavorando sul fiore e confrontandosi con gli strumenti, i materiali e i gesti necessari a trasformare il suo disegno in un oggetto reale.
Un'esperienza che le ha permesso di vivere una parte concreta della giornata lavorativa di un'artigiana, entrando in contatto con gli aspetti pratici che accompagnano ogni fase della produzione.
Perché un prototipo non è semplicemente un disegno diventato tridimensionale.
È una prima risposta materiale a un'idea, il momento in cui le intenzioni progettuali devono trovare un equilibrio con la tecnica.
E, nel caso di VIRÁG, è stato anche il passaggio attraverso cui un motivo legato all'infanzia di Melany ha iniziato ad assumere una forma completamente nuova.
Dietro un gioiello c'è anche il modo in cui lo raccontiamo.
La seconda giornata è stata dedicata allo shooting fotografico e alla creazione dei contenuti.
Un momento molto diverso da quello trascorso al banco di lavoro, ma altrettanto importante nella vita quotidiana di Ossimoro.
Perché il percorso di un gioiello non termina quando la lavorazione è conclusa.
C'è una storia da comunicare, ci sono dettagli da valorizzare e immagini da costruire affinché il progetto possa essere conosciuto anche da chi non ha assistito alla sua realizzazione.
Abbiamo voluto coinvolgere Melany anche in questa fase, mostrandole ciò che accade quando un oggetto lascia il laboratorio e diventa protagonista di un racconto visivo.

Dalla scelta delle immagini alla valorizzazione delle forme, lo shooting rappresenta un altro momento di interpretazione creativa.

Se durante la prima giornata Melany ha potuto conoscere più da vicino la dimensione artigianale del nostro lavoro, nella seconda ha avuto l'opportunità di confrontarsi con quella legata alla comunicazione.
Due esperienze differenti, pensate per restituire una visione più completa di ciò che significa sviluppare e presentare un progetto all'interno di un brand indipendente.
IUAD e Ossimoro: il valore di incontrarsi.
Quando abbiamo immaginato questa collaborazione con IUAD, volevamo creare qualcosa che andasse oltre la selezione di un progetto vincitore.
Ci interessava offrire a una giovane designer la possibilità di confrontarsi con il lavoro quotidiano di una realtà artigianale.
Il mondo accademico è uno spazio in cui si sperimenta, si sviluppano idee e si costruisce un proprio linguaggio progettuale.
Il laboratorio aggiunge a questo percorso un'esperienza differente: quella della materia, dei tempi di produzione, delle decisioni tecniche e del confronto diretto con il processo creativo.
Crediamo che queste due dimensioni abbiano molto da condividere.
E crediamo anche che una collaborazione autentica non sia mai un'esperienza a senso unico.
Accogliere Melany ha significato condividere il nostro mestiere, ma anche entrare in contatto con una sensibilità progettuale diversa, con riferimenti culturali e personali che non appartenevano necessariamente al nostro immaginario.
È uno degli aspetti che amiamo di più del lavoro creativo: scoprire che un'idea può arrivare da un luogo, da un ricordo o da una storia molto distante dalla nostra e trovare comunque un punto d'incontro.
Per noi, aprire le porte del laboratorio significa anche questo: lasciare entrare nuove prospettive e vedere cosa può nascere dal confronto.
Un fiore che torna a casa in una forma diversa.

C'è qualcosa di particolarmente bello nel percorso di VIRÁG.
Un motivo floreale che Melany ha conosciuto attraverso i centrini, i costumi tradizionali e i ricordi condivisi con la nonna è diventato il punto di partenza di un progetto di design.
Quella stessa forma, che per anni ha abitato gli oggetti della sua quotidianità, è stata ridisegnata, semplificata e trasformata in un gioiello.
Nel nostro laboratorio ha trovato una nuova dimensione, passando dalla superficie decorata al volume, dal disegno alla materia.
Eppure, il legame con la sua origine rimane.
È proprio questo che rende VIRÁG speciale ai nostri occhi: la possibilità di reinterpretare qualcosa di profondamente personale senza cancellare ciò che lo rende riconoscibile.
Per noi, questa collaborazione racconta anche il valore che vorremmo continuare a dare al nostro lavoro.
Non soltanto creare accessori, ma partecipare a progetti che abbiano qualcosa da dire, accogliere nuove idee e dare spazio a storie che meritano di trovare una forma.
VIRÁG è il fiore dell'infanzia di Melany, riletto attraverso il suo sguardo di oggi.
Un piccolo frammento delle sue origini che non rimane fermo nel passato, ma continua a vivere in un oggetto nuovo.
E forse è proprio questo il modo più bello di custodire una tradizione: non lasciarla immobile, ma darle la possibilità di accompagnarci anche nel presente.
VIRÁG è anche un incontro che continua.

I gioielli nati dalla visione di Melany Altamura e realizzati insieme a Ossimoro sono ora disponibili sul nostro sito.
Un piccolo frammento della sua storia, delle sue radici e della sua creatività, che oggi può diventare parte anche della vostra.
Scoprite VIRÁG su ossimoroofficial.com e lasciatevi conquistare da un fiore che ha molto più di una storia da raccontare.
Alla prossima,
Ossimoro.